L'inizio di tutto
Come nasce "Indelebile"
Non ho deciso di scrivere questo libro davanti a una scrivania, ma su un letto d'ospedale, nel reparto di ematologia. Era la mia prima chemioterapia. Ricordo il rumore ritmico delle macchine e quel liquido che entrava nelle vene, portando con sé la paura. Ma in quel silenzio asettico, è scattato qualcosa.
Ho guardato il soffitto e ho capito che il tumore non poteva passarla liscia. Non potevo permettergli di prendersi tutto senza lasciare io un segno più profondo del suo. Indelebile è nato lì: come un atto di ribellione, come la promessa che avrei trasformato quel veleno in inchiostro.

La promessa
Il mio obiettivo è rompere il silenzio. Voglio dare voce a quelle battaglie che noi uomini spesso combattiamo sottovoce: la fragilità della malattia, il peso della sterilità, il senso di smarrimento. Scrivo per trasformare la vulnerabilità in una nuova forma di forza, offrendo a chiunque si senta "ammaccato" dalla vita una mappa per ritrovare la strada di casa.
L'orizzonte
Sogno un mondo dove una cicatrice non sia un difetto da nascondere, ma il trofeo di una vittoria. Vorrei che la mia storia aiutasse a ridefinire il concetto di paternità e di successo, portando le persone a capire che non sono i colpi che ricevi a definirti, ma il modo in cui decidi di rialzarti e ricominciare a correre. Perché nessuna diagnosi potrà mai cancellare chi abbiamo scelto di essere.
