
La mia storia
C’è un momento esatto in cui smetti di essere l’eroe della tua storia e ne diventi il sopravvissuto.
Per anni, il mio mondo è stato fatto di schemi, impatti e corazze. Sul campo da football americano mi sentivo invincibile. Pensavo che ogni ostacolo potesse essere abbattuto con una carica, con un urlo, con la forza bruta.
Poi, è arrivato il silenzio della corsia d’ospedale.
Il Linfoma non gioca secondo le regole, non ti guarda in faccia. In un attimo, mi ha strappato l'armatura di dosso, lasciandomi nudo davanti alla paura più grande. Ma il tumore non è stato l’unico avversario. Mentre lottavo per restare vivo, ho dovuto affrontare un’altra sentenza, una di quelle che un uomo non vorrebbe mai sentire: la sterilità.
Improvvisamente, il futuro che avevo sognato — quello fatto di corse in giardino con i figli — sembrava svanito nel nulla. Mi sono sentito un uomo a metà, un guerriero senza discendenza, bloccato in un corpo che mi aveva tradito due volte.

Come nasce "Indelebile"
Ho scritto questo libro per un motivo preciso.
L’ho scritto perché ho capito che le cicatrici non sono segni di sconfitta, ma mappe di navigazione.
Ho voluto raccontare la verità cruda di cosa significhi perdere tutto per poi accorgersi che, tra le macerie, sta nascendo qualcosa di nuovo. Ho scritto per dare voce a quel dolore silenzioso che molti uomini nascondono: il peso della malattia e il vuoto della sterilità.
